'Clint Eastwood' dei Gorillaz è una canzone che cattura una complessa miscela di malinconia e ottimismo, avvolta nella tipica fusione di rock alternativo e hip-hop della band. Il brano, che prende il nome dal famoso attore noto per i suoi personaggi stoici e tenaci, gioca con i contrasti sia nei testi che nell'atmosfera. Le righe di apertura, 'Non sono felice, mi sento felice / Ho il sole in una borsa', presentano immediatamente un paradosso. Chi parla non è felice, eppure si sente felice, suggerendo un senso più profondo di appagamento che trascende le emozioni momentanee. Il 'sole in una borsa' è una metafora che potrebbe rappresentare una fonte di felicità o speranza contenuta e controllata, pronta per essere rilasciata quando necessario.
Il ritornello della canzone enfatizza il senso di cambiamento imminente con la frase ripetuta 'Il futuro sta arrivando'. Ciò suggerisce che l'attuale stato di sentirsi 'inutile' di chi parla è temporaneo e c'è un'anticipazione di trasformazione. L’idea di futuro porta con sé una promessa di potenzialità e la possibilità di lasciarsi alle spalle l’attuale stato di insoddisfazione. I Gorillaz esplorano spesso temi di tecnologia, isolamento e riflessioni esistenziali nella loro musica, e 'Clint Eastwood' non fa eccezione, poiché approfondisce la condizione umana e la ricerca di significato.
Scavando più a fondo nei versi, i testi personificano la sensazione di essere intrappolati e poi liberati ('Finalmente qualcuno mi ha lasciato uscire dalla mia gabbia'). Il narratore della canzone parla dell'essere senza tempo e al di là del regno fisico ('Ora, il tempo per me non è niente, perché non conto l'età'). C'è un senso di potenziamento e illuminazione poiché il personaggio trascende il banale ('Sono bravo nelle riparazioni e sono sotto ogni trappola / Intangibile!'). La canzone tocca anche il potere della percezione e della mente ('Percepisci con la mente, questo è l'interno'). I Gorillaz, attraverso i membri animati della loro band e la narrazione unica, spesso incoraggiano gli ascoltatori a guardare oltre la superficie e a mettere in discussione la loro realtà, che si riflette nelle sfumature filosofiche di 'Clint Eastwood'.