La canzone 'El Sinaloense' eseguita dalla Banda El Recodo De Cruz Lizárraga è una vibrante espressione di orgoglio regionale e di celebrazione della vita a Sinaloa, in Messico. I testi dipingono l'immagine di una persona che viene da Navolato, una città di Sinaloa, ed è nota per il suo spirito libero e il suo coraggio. La menzione di essere nato a 'El Roble' e di essere chiamato 'arriero' (mulattiere) suggerisce un collegamento allo stile di vita rurale e tradizionale, dove poter controllare gli animali con un fischietto è un segno di abilità e comando.
Il coro, che richiede ripetutamente la continuazione della tambora (un tipo di tamburo usato nella musica da banda), e l'esecuzione di canzoni tradizionali come 'el quelite', 'el niño perdido' e 'el torito', riflette il gioioso e festosa della cultura. La richiesta del protagonista di continuare a suonare la musica mentre è ubriaco è una celebrazione del momento, indicativa dell'usanza locale di godersi la vita con musica e balli. La frase 'Ay Ay Ay Mama por dios' è un'esclamazione di eccitazione e forse una lamentela giocosa riguardo al proprio stato di ubriachezza.
La canzone tocca anche temi di mascolinità e spavalderia. Il protagonista si definisce 'el amolado' (l'oppresso) e 'el negro' (il nero), ma afferma subito di essere fortunato e senza paura, anche di fronte alla morte. Il verso finale celebra la libertà di essere indipendenti, preferendo la compagnia di una donna senza marito, che parla di un desiderio di indipendenza e forse di resistenza alle norme sociali. Nel complesso, 'El Sinaloense' è un inno vivace che celebra l'identità e le tradizioni della gente di Sinaloa.