La canzone 'Misery Meat' dei Sodikken sembra approfondire i temi del sacrificio di sé, del dolore e della natura parassitaria di certe relazioni. I testi descrivono metaforicamente uno scenario in cui il corpo e la mente del cantante vengono consumati da un'altra entità, il che potrebbe rappresentare una relazione tossica o una lotta interna con l'autostima.
Le battute di apertura, 'Vuoi un assaggio del mio cervello / È tuo comunque', suggeriscono una rassegnazione al fatto che il cantante ha già ceduto una parte significativa di sé a qualcuno o qualcos'altro. Questo dà un tono di resa e forse un accenno di masochismo, poiché il cantante sembra consentire questo consumo senza resistenza. L'immagine di essere mangiato vivo, con riferimenti al cervello, agli occhi, alle costole e al fegato, dipinge un quadro vivido dell'essere divorato sia fisicamente che emotivamente.
Man mano che la canzone procede, il testo 'E più / Che soffro / Più guadagnerai' implica che la sofferenza del cantante avvantaggia l'altra parte. Questo potrebbe essere interpretato come un commento su come alcune persone o sistemi prosperano grazie allo sfruttamento di altri. Le righe conclusive, 'Cosa divertente che l'affermazione sia cambiata oggi / Meno male che sto perdonando', potrebbero indicare un punto di svolta o una realizzazione per il cantante, suggerendo una relazione complessa con il suo aguzzino, dove perdono e stanchezza coesistono.