La canzone di AJR '2085' approfondisce il viaggio introspettivo di riflessione sulle proprie scelte di vita, sul passare del tempo e sulla ricerca dell'identità. I testi suggeriscono una persona che guarda indietro dal futuro, contemplando cosa avrebbe fatto diversamente se avesse saputo che il suo tempo era limitato. La canzone si apre con l'ipotetico scenario di morire a 40 anni, che porta il narratore a mettere in discussione il valore delle proprie azioni passate, come scrivere canzoni invece di 'crescere'. Questo dà il tono a una canzone che è sia un lamento per il tempo perduto che una critica alla pressione per ottenere risultati ed essere produttivi.
Il ritornello, 'È il 2085 e siamo vecchi come la merda', giustappone un atteggiamento disinvolto, quasi indifferente ('Qualunque cosa') con la profonda consapevolezza che la vita è fugace. La narrazione della canzone continua con il tema del rimpianto, mentre il cantante riflette sulle opportunità mancate e sulla ricerca di piacere, che ironicamente ha portato a una maggiore antipatia. Il ripetuto consiglio di “lavorare duro per ora” contrasta con il consiglio successivo di non impegnarsi troppo, evidenziando i messaggi contrastanti che la società spesso invia riguardo al successo e all’impegno.
Verso la fine della canzone, il testo si sposta verso una lotta più personale con l'identità. Il cantante desidera essere se stesso, chiunque esso sia, e riconosce che potrebbe essere troppo tardi per capire tutto. La canzone si chiude con un senso di urgenza ('Devi migliorare, sei tutto ciò che ho'), sottolineando l'importanza dell'auto-miglioramento e dello sfruttamento del tempo che abbiamo. '2085' ci ricorda in modo toccante che, sebbene non possiamo cambiare il passato, possiamo sforzarci di comprendere noi stessi e vivere autenticamente nel presente.