La canzone 'Cumbersome' dei Seven Mary Three approfondisce la complessità della disconnessione emotiva e i fardelli che ne derivano. I testi dipingono un quadro vivido di una relazione tesa in cui il protagonista si sente sempre più fuori posto e gravoso. L'uso di riferimenti biblici, come 'Golia' e 'Davide', simboleggia lo squilibrio e il conflitto all'interno della relazione. Il protagonista indossa una 'maschera di David', che suggerisce una facciata di forza e resilienza, ma le 'pietre', che rappresentano sfide e critiche, sono travolgenti e portano a un senso di sconfitta e isolamento.
Il tema ricorrente dell'essere 'ingombrante' evidenzia la sensazione del protagonista di essere troppo sia per il mondo che per il suo partner. I testi esplorano le dicotomie della vita - 'troppo pesante, troppo leggero', 'troppo nero o troppo bianco', 'troppo sbagliato o troppo giusto' - sottolineando la lotta per trovare equilibrio e armonia. Questo senso di squilibrio si riflette ulteriormente nelle righe 'Troppo ricco o troppo povero / Lei mi vuole di meno / E io la voglio di più', illustrando la crescente distanza emotiva e i sentimenti non ricambiati all'interno della relazione.
La canzone tocca anche l'idea del danno irreparabile, con riferimenti ai 'ponti che bruciano' e all'incapacità di 'riconciliare il passato'. Nonostante il desiderio del protagonista di ricucire il rapporto, la 'vecchia faccia di pietra' e il peso dei rancori passati lo rendono impossibile. L'uso ripetuto della parola 'ingombrante' incapsula il sentimento generale della canzone: la vita e le relazioni sono diventate gravose e difficili da gestire. I testi crudi e introspettivi della canzone risuonano con chiunque abbia sperimentato il pesante peso della disconnessione emotiva e la lotta per trovare un equilibrio in un mondo pieno di estremi.